Archiviazioni mensili: Luglio 2008

Come da accordi, mercoledì mattina le autorità del Libano e di Israele procedono allo storico scambio di prigionieri. Ma, come si era immaginato, i soldati israeliani rapiti da Hezbollah nel 2006 sono arrivati già nelle bare. I due militari – Ehud Goldwasser e Eldad Regev – erano stati catturati nel corso di un raid delle milizie sciite in territorio israeliano lungo la frontiera libanese, nell’attacco che innescò la guerra in Libano dell’estate 2006.In cambio il governo Olmert dovrebbe ora rilasciare cinque militanti di Hezbollah e restituire decine di corpi di combattenti libanesi e palestinesi uccisi dall’esercito israeliano. Mercoledì mattina la consegna dei corpi dei soldati israeliani è avvenuta in diretta sull’emittente Tv al Manar di Hezbollah, che ha mostrato le immagini delle due casse nere. L’ufficiale di collegamento di Hezbollah incaricato dello scambio di prigionieri, Wafiq Safa ha affermato che «i due prigionieri israeliani sono stati per due anni tenuti in un luogo segreto, nonostante la guerra che Israele ha lanciato contro di noi e nonostante le pressioni internazionali» per ottenerne il rilascio.Fra i militanti libanesi che dovrebbero essere rimessi in libertà, c’è anche Samir Kantar, del Fronte di Liberazione della Palestina (Flp) condannato all’ergastolo per un attentato compiuto nel 1979 nel nord dello Stato ebraico. Gli altri quattro combattenti di Hezbollah, tutti catturati nel 2006 e ora liberi, sono Khaled Zidan, Maher Kurani, Mohammed Sarur e Hussein Suleiman.

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Gli ultimi pescherecci pirati sono stati avvistati pochi giorni fa al largo della Tunisia. Erano italiani e usavano reti derivanti in modo illegale.Le reti derivanti non sono ancorate al fondo ma galleggiano e vanno, per l´appunto, alla deriva. Così facendo, catturano indiscriminatamente tutto quello che incontrano sul loro cammino: pesci spada, tonni, grandi e piccoli cetacei, squali, tartarughe marine. Molte di queste specie, peraltro, vengono rigettate in mare morte perché non hanno valore commerciale. Le famigerate spadare sono un tipo particolare di rete derivante.Un regolamento dell´Unione Europea vieta già da alcuni anni l´uso di reti derivanti per pescare le specie pelagiche d´altura, ovvero quei pesci che vivono in alto mare, come il tonno e il pesce spada. Il regolamento, in realtà, prevede che si possano usare reti di questo genere, ma solo se sono lunghe non più di 2,5 metri e solo entro 3 miglia dalle coste. Le cose in realtà vanno diversamente come dimostra la scoperta da parte di Greenpeace a maggio scorso di un peschereccio che usava 10 chilometri di spadara a 25 miglia dalla costa. O la scoperta, fatta la settimana scorsa dall´organizzazione per la conservazione marina Oceana, di 5 pescherecci italiani che usavano reti derivanti nelle acque tunisine.«Il problema è che nessuno vuole controllare» commenta Alessandro Gianni di Greenpeace. «Ad esempio, c´è un metodo sicuro per misurare la lunghezza delle reti: la cassa volumetrica sigillata, ma nessuno lo usa.

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«La mia sensazione è che in tutti questi anni le strutture delle amministrazioni non siano state assolutamente toccate dall’epoca di Tangentopoli». Felice Casson ha una idea precisa sul fenomeno corruzione in Italia. Una idea che, pur fermandosi in attesa di ulteriori sviluppi sulla vicenda di Ottaviano Del Turco, parte da un assunto forse non troppo popolare: «è come se ci fosse una specie di continuità del fenomeno», spiega. Senatore Casson, secondo molti Tangentopoli è tornata. Lo crede anche lei? «Io piuttosto direi che non è mai finita. C’è stato un periodo, subito dopo l’esplosione dello scandalo milanese, in cui sembrava che le cose fossero davvero cambiate. Ma è stata una illusione. In poco tempo chi si era salvato dalle indagini, ha ripreso a comportarsi come se nulla fosse successo. Per questo, nel corso degli anni, è stata più volte sollevata l’esigenza di una analisi in grado di comprendere e delineare adeguatamente il fenomeno. Ma purtroppo nessuna iniziativa legislativa è andata in questa direzione».Che cosa intende?«Mi riferisco ad esempio alla convenzione Onu anti corruzione. È stata sottoscritta dal nostro paese nel 2003 ma non è mai stata ratificata. Nella scorsa legislatura, in rappresentanza del Senato, partecipai a Pechino ad una conferenza Onu su questa materia. Fu imbarazzante costatare che oltre 100 paesi di tutto il mondo avevano già firmato la convenzione e che l’Italia non era fra questi».

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Dalle modifiche alla “Robin Hood Tax” alla cancellazione dei ticket sanitari da 10 euro nel 2009, dalla riforma dei servizi pubblici locali alle risorse per la sicurezza. E ancora, dalle norme sull’autotrasporto alla stretta sugli stipendi dei dirigenti sanitari e dei sindaci. Salta poi l’azzeramento dei vertici dell’Autorità per l’Energia e viene introdotto l’obbligo per tutti dal 2010 dell’impronta digitale sulla carta d’identità. Sono molte le novità delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera al decreto legge che compone la manovra economica triennale. Queste le principali modifiche al provvedimento. Robin Tax La cosiddetta Robin Hood Tax viene modificata. Resta l’addizionale Ires del 5,5% per le società del settore petrolifero e dell’energia elettrica, ma sono soppresse l’ulteriore aliquota di produzione (royalty) a carico delle compagnie che estraggono idrocarburi e l’attribuzione allo Stato di una quota in barili pari all’1% della produzione annua. Inoltre, il Fondo per i meno abbienti sarà alimentato dalle banche e non dai petrolieri, mentre la social card collegata sarà concessa solo ai residenti di cittadinanza italiana. Servizi pubblici locali La gestione dei servizi locali dovrà essere conferita in via ordinaria a imprenditori o società individuati attraverso procedure competitive a evidenza pubblica. Tuttavia, nelle situazioni in cui non è opportuno ricorrere al mercato l’affidamento diretto può avvenire a società a capitale interamente pubblico o a società a partecipazione mista pubblica e privata, anche quotate in Borsa, partecipate dall’ente locale.

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Sono stati individuati a quota 7.000 metri sul Nanga Parbat e sono ancora in vita i due alpinisti, Walter Nones, 36 anni, e Simon Kehrer, di 29 anni. Lo ha riferito il portavoce di un tour operator della zona. Walter Nones e Simon Kehrer stanno continuando bene la loro progressione sulla parete del Rakhiot, sul Nanga Parbat. Intanto Silvio Mondinelli e Maurizio Gallo, i due alpinisti italiani della spedizione di soccorso organizzata da Agostino da Polenza, sono arrivati al campo base. I due alpinisti, compagni di Karl Unterkircher, l’alpinista disperso e dato ormai per morto, «sono stati avvistati ieri sera una seconda volta dal campo base – ha detto all’Apcom Agostino Da Polenza – a quota 6.900 metri». Il cielo è coperto e pioviggina, anche se le condizioni meteo sono previste buone fino a tutto sabato. I due alpinisti hanno anche montato una tenda: «Un’ottimo segnale», ha commentato Da Polenza. Al campo base sono pronti due elicotteri pachistani Ecureil con un pilota esperto di salvataggi ad alta quota. La possibile via di fuga si trova circa a 7.200 metri su un ghiacciaio, non molto lontano dal punto in cui adesso si troverebbero i due alpinisti.

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«Devono essere portati davanti alla giustizia per i loro misfatti». Nessuna indulgenza, sono parole forti quelle di Benedetto XVI, che da Sidney lancia una condanna «inequivocabile» dei preti pedofili. Ed esprime un sentimento di «vergogna» per i loro «misfatti». E una profonda «condivisione del dolore e della sofferenza delle vittime». Alle quali il Papa rivolge il suo pensiero e il suo sostegno affinché ricevano «compassione e cura». Il monito arriva durante la messa con i vescovi australiani nella St.Mary’s Cathedral di Sydney, dove il pontefice si trova per la XXIII Giornata mondiale della gioventù. Un paese quello australiano che conosce da vicino il problema della pedofilia tra i sacerdoti: secondo i dati della associazione delle vittime di abusi sessuali ‘Broken Rites’, sono già stati condannati per violenza sui minori 107 tra preti e religiosi cattolici. E altri processi sono in corso. Perciò alla notizia dell’arrivo di Benedetto XVI a Sydney le associazioni di abusati hanno cominciato a chiedere con insistenza che, analogamente a quanto ha fatto lo scorso aprile negli Stati Uniti – dove il fenomeno dei preti pedofili ha avuto portata molto ampia, portando la chiesa americana a una gravissima crisi di immagine e finanziaria – Papa Ratzinger chiedesse scusa per le colpe dei preti pedofili. Dopo aver auspicato un rinnovamento dell’intera Chiesa in Australia, il Papa ha proseguito: «Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa Nazione».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77284

In riferimento al nostro articolo pubblicato il 12 luglio scorso, Medici Senza Frontiere ci chiede una precisazione: Msf ha regolarmente accesso al Centro di prima accoglienza di Lampedusa. L’equivoco è nato dal fatto che Medici Senza Frontiere ha richiesto, ed è ancora in attesa di risposta, di poter avere accesso anche ai Centri di permanenza temporanea. Nel caso di Lampedusa, trattandosi di un Cpa, il divieto di ingresso non è mai esistito. Ci scusiamo con gli interessati e con i lettori.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77173

Eluana EnglaroNessuno “sforamento”: la sentenza della Corte d’Appello di Milano in cui si autorizza la sospensione dell’alimentazione forzata per Eluana Englaro «non ha in alcun modo travalicato lo specifico compito istituzionale» della magistratura. Ovvero quello «di rispondere alla domanda di giustizia del cittadino». Vincenzo Carbone, presidente della Corte di Cassazione risponde così al conflitto di attribuzione sollevato in Senato.A palazzo Madama, infatti, nei giorni scorsi era stata presentata una mozione, primo firmatario Francesco Cossiga, che chiedeva al Senato di sollevare il conflitto di attribuzione: in sostanza di verificare che i giudici non avessero invaso il campo di competenza del Parlamento, “legiferando” su una materia su cui le Camere non si sono espresse. Il presidente Schifani l’aveva accolta, affidando alla commissione Affari Costituzionali il compito di valutare l’esistenza del conflitto.Ma la Corte di Cassazione, giudice di ultimo grado chiamato a regolare anche i conflitti di competenza e di attribuzioni, sottolinea già da ora come la sentenza su Eluana Englaro rientri appieno nei compiti istituzionali della magistratura. Il presidente Carbone spiega infatti il giudice «deve, innanzitutto, agire nell’esclusivo interesse dell’incapace; e, nella ricerca del “best interest”, deve decidere non “al posto” dell’incapace nè “per” l’incapace, ma “con” l’incapace: quindi, ricostruendo la presunta volontà del paziente incosciente, già adulto prima di cadere in tale stato, tenendo conto dei desideri da lui espressi prima della perdita della coscienza, ovvero inferendo quella volontà dalla sua personalità, dal suo stile di vita, dalle sue inclinazioni, dai suoi valori di riferimento e dalle sue convinzioni etiche, religiose, culturali e filosofiche».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77264

Rehov Yaffo, ovvero Jaffa Street,
è un’arteria che attraversa tutta
Gerusalemme dall’ingresso
al pieno centro. L’attentato è avvenuto
proprio di fronte alla grande centrale
delle tv straniere, la Jcs, che ha già conosciuto
molti attentati come questi, filmati
dunque in ogni particolare. Questo
luogo conosce tutte le tipologie di terrorismo:
gli autobus che scoppiano là sono
di casa, la cronista ne ricorda parecchi,
di cui due negli anni del processo di
pace, Rabin e Peres con la faccia disperata
sotto un ombrello che li difende dalla
pioggia battente mentre guardano
dentro un autobus pieno di sangue, di
studenti, vecchi che andavano al mercato
della zona, lavoratori

Se il trattore guidato ieri dal trentenne
arabo israeliano cittadino di Gerusalemme
est Taysir Dwayyat, 30 anni, del
quartiere di Zur Baher fosse arrivato
due strade più in là, al mercato di Ben
Yehuda, altro teatro di attentati frequenti
e fruttuosi, la strage sarebbe ancora
più orrida. Mentre tutto il mondo si
culla nell’illusione della tregua con Hamas
e sogna i colloqui fra Olmert e Abu
Mazen, di fatto il maggiore messaggio,
il linguaggio più assordante che proviene
dal mondo palestinese, con imperterrita
costanza, seguita a essere uno: terrorismo.
Che gli arabi israeliani siano
stati partner degli attentati di questi anni,
è ormai uno strazio abituale, spesso
volontariamente messo in sott’ordine
per non aumentare una frizione molto
preoccupante.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273507

Ricordo con chiarezza la prima vittima di stupro che ho avuto la ventura di conoscere. Era l’autunno del 1992 e mi trovavo in una cittadina non lontana da Zagabria. La donna era una musulmana di Kozarac in Bosnia. Dopo alcuni mesi trascorsi in un campo di prigionia, era arrivata a Zagabria con un gruppo di rifugiati. Selma (non è il suo vero nome) aveva circa 35 anni, capelli castani corti e occhi di un azzurro intenso.Mi raccontò la sua storia con un filo di voce quasi bisbigliando. Si trovava a casa con i suoi due figli e sua madre quando un gruppo di paramilitari serbi fece irruzione nel cortile. Dissero che cercavano armi, ma a casa di Selma non c’erano armi. In realtà era ben altro quello che volevano. Con una espressione feroce sul viso, un uomo la afferrò e la spinse nella stanza da letto. Poi gli altri lo raggiunsero. «Poi me lo hanno fatto».Con queste semplici parole e con lo sguardo basso e fisso sulle mani che tormentava nervosamente, Selma mi ha parlato della sua tragedia. «Per molto tempo dopo quel fatto non sono riuscita a guardare in faccia i miei figli… Non facevo che lavarmi, ma continuavo a sentire addosso il loro odore. Immagini, me lo hanno fatto sul mio letto coniugale», mi ha detto. Colsi una inflessione di disperazione nelle sue parole. Non piangeva o, quanto meno, non piangeva più. Ma si vergognava e la vergogna non l’abbandonava. Doveva conviverci così come doveva conviverci suo marito.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76789