I ribelli nigeriani hanno dichiarato la «guerra del petrolio» nella regione del Delta, dopo gli attacchi dell’esercito alle basi del Mend (Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger). Dopo aver dato 24 ore di tempo alle compagnie petrolifere straniere perché evacuino i propri dipendenti il Mend ha dato il via alla distruzione di condutture e infrastrutture petrolifere. Dopo la Chevron, che ha confermato l’attacco a una delle sue piattaforme pur avendo precisato che questa era già chiusa per altri problemi. è arrivata quella di Royal Dutch Shell. La piattaforma di Alakiri, a pochi chilometri dalla costa dello stato di Rivers, nel delta del Niger, è stata attaccata poco dopo la mezzanotte. «L’attacco – ha affermato il tenente colonnello Sagir Musa – è durato oltre un’ora ed è stato effettuato con dinamite e altri esplosivi». Il Mend ha rivendicato l’attacco: «Alle 2:00 di questa mattina l’uragano Barbarossa ha continuato la sua corsa distruttiva attraverso lo stato Rivers della Nigeria e l’occhio della tempesta ha colpito la stazione di pompaggio Alakiri della Shell», si legge in un comunicato ricevuto via email, in cui si afferma che l’impianto era ancora in fiamme e che «i lavoratori ed i soldati che non hanno ascoltato i nostri avvertimenti sono morti nell’impianto». Nel comunicato si ribadisce la richiesta a tutto il personale del settore del petrolio di abbandonare le installazioni e di bloccare la produzione con effetto immediato.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79005