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Dopo e gli eredi di , anche Chuck D dei si è attivato presentando un ricorso presso il tribunale di San Francisco: al pari degli altri ricorrenti il rapper sostiene che la casa discografica sottostima il valore delle royalty dovute su suonerie e vendite di Mp3 equiparandole alla vendita di supporti fisici anziché considerarle alla stregua di licenze ex novo concesse dagli artisti.

Secondo i legali di Chuck D, che per sostenere la tesi della licenza si appellano alla sentenza emessa nel 2010 dalla Ninth Circuit Court of Appeals sull’istanza presentata dai produttori di , l’ammanco ammonta a centinaia di milioni di dollari.

“Chuck D ‘lotta contro il potere’ da oltre due decenni e continua a farlo con questa azione finalizzata ad aiutare tutti i musicisti, compresi quelli che vivono di sussidi fissi”, ha spiegato il legale James Pizzirusso della ditta Hausfeld LLP, mentre un portavoce di Universal ha ribattuto all’Hollywood Reporter che il ricorso “soffre di notevoli errori e debolezze intrinseche, non ultimo il fatto che le rivendicazioni asserite non risultano appropriate a un trattamento sotto forma di class action”.

Nel primo caso, la royalty tipicamente dovuta all’artista oscilla tra il 10 e il 20 per cento del prezzo; nel secondo si tratta solitamente di un rapporto paritario con i proventi suddivisi al 50 per cento tra i due aventi diritto.

Fonte:
http://www.rockol.it/news-307817/Royalty-digitali–anche-Chuck-D-(Public-Enemy)-fa-causa-a-Universal-

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