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Spiega che «quella sovrattassa è servita per rimettere in piedi la nostra terra dopo la tragedia del 1963», e «poiché non è mai stata tolta è giusto che quella forma di solidarietà oggi vada a beneficio delle popolazioni colpite dal terribile terremoto in Abruzzo.

E oggi, a Belluno, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari e il presidente della provincia di Trento Lorenzo Dellai affronteranno con Reolon il tema del federalismo fiscale.’Il predellino’ invita l’Anci ad aiutare l’Abruzzo_Di scandali che hanno gli enti locali come protagonisti degli sperperi di danaro pubblico, le cronache sono piene: l’elenco di regioni, province e comuni che buttano soldi per aiutare nazioni lontanissime, con progetti ideologici che nessuno poi andrà mai a controllare, è davvero lunghissimo.

Di fronte all’emergenza abruzzese Il predellino, giornale online del Pdl, avanza una proposta all’Anci e ai comuni italiani: «Considerata la deroga loro concessa per la presentazione dei bilanci previsionali entro il 30 maggio prossimo, perché le amministrazioni locali non destinano le somme relative alla cooperazione internazionale ad una solidarietà fattiva, mediante una sorta di ‘gemellaggio’ dei comuni italiani con i comuni abruzzesi colpiti dal terremoto’».Un’idea che porterebbe un sollievo immediato alle popolazioni colpite dal terremoto, «ridestinando i capitoli di spesa oggi impiegati impropriamente per la cooperazione internazionale», grazie ai quali «si potrà senza dubbio muovere complessivamente qualche decina di milioni di euro, preziosi per la ricostruzione dei comuni più piccoli_».Diliberto e Ferrero insieme, alla Cgil«La lotta politica, a differenza degli altri diversi conflitti tra le classi, o è lotta per il potere o non è»: così si legge nel libro ‘Crisi’

Intanto, chi leggeva il libro poteva apprezzare la verve polemica di Patta, che scrive paragrafi di fuoco contro il Corriere della Sera, «che ha lanciato una enorme campagna contro i costi della politica e segnatamente contro l’alto numero dei ministri del governo Prodi_».

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Sono stati individuati a quota 7.000 metri sul Nanga Parbat e sono ancora in vita i due alpinisti, Walter Nones, 36 anni, e Simon Kehrer, di 29 anni. Lo ha riferito il portavoce di un tour operator della zona. Walter Nones e Simon Kehrer stanno continuando bene la loro progressione sulla parete del Rakhiot, sul Nanga Parbat. Intanto Silvio Mondinelli e Maurizio Gallo, i due alpinisti italiani della spedizione di soccorso organizzata da Agostino da Polenza, sono arrivati al campo base. I due alpinisti, compagni di Karl Unterkircher, l’alpinista disperso e dato ormai per morto, «sono stati avvistati ieri sera una seconda volta dal campo base – ha detto all’Apcom Agostino Da Polenza – a quota 6.900 metri». Il cielo è coperto e pioviggina, anche se le condizioni meteo sono previste buone fino a tutto sabato. I due alpinisti hanno anche montato una tenda: «Un’ottimo segnale», ha commentato Da Polenza. Al campo base sono pronti due elicotteri pachistani Ecureil con un pilota esperto di salvataggi ad alta quota. La possibile via di fuga si trova circa a 7.200 metri su un ghiacciaio, non molto lontano dal punto in cui adesso si troverebbero i due alpinisti.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77257

«Devono essere portati davanti alla giustizia per i loro misfatti». Nessuna indulgenza, sono parole forti quelle di Benedetto XVI, che da Sidney lancia una condanna «inequivocabile» dei preti pedofili. Ed esprime un sentimento di «vergogna» per i loro «misfatti». E una profonda «condivisione del dolore e della sofferenza delle vittime». Alle quali il Papa rivolge il suo pensiero e il suo sostegno affinché ricevano «compassione e cura». Il monito arriva durante la messa con i vescovi australiani nella St.Mary’s Cathedral di Sydney, dove il pontefice si trova per la XXIII Giornata mondiale della gioventù. Un paese quello australiano che conosce da vicino il problema della pedofilia tra i sacerdoti: secondo i dati della associazione delle vittime di abusi sessuali ‘Broken Rites’, sono già stati condannati per violenza sui minori 107 tra preti e religiosi cattolici. E altri processi sono in corso. Perciò alla notizia dell’arrivo di Benedetto XVI a Sydney le associazioni di abusati hanno cominciato a chiedere con insistenza che, analogamente a quanto ha fatto lo scorso aprile negli Stati Uniti – dove il fenomeno dei preti pedofili ha avuto portata molto ampia, portando la chiesa americana a una gravissima crisi di immagine e finanziaria – Papa Ratzinger chiedesse scusa per le colpe dei preti pedofili. Dopo aver auspicato un rinnovamento dell’intera Chiesa in Australia, il Papa ha proseguito: «Desidero qui fare una pausa per riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi di questa Nazione».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77284