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La parodia attraversa la nostra letteratura dai clerici vagantes al Novecento, secolo in cui ha avuto più cultori. Gino Tellini, italianista all’università di Firenze, in Rifare il verso (Mondadori, pagg. 385, euro 12) ne traccia un panorama divertito e divertente, privo di qualsiasi petulanza accademica. In esso brillano maestri come Paolo Vita-Finzi e Luciano Folgore, che non arretrano neppure di fronte a D’Annunzio, ma anche Ettore Petrolini con la sua irresistibile Canzone delle cose morte, Ennio Flaiano che gioca da par suo con i Promessi sposi e con Ungaretti, Achille Campanile che ironizza su Leopardi e Gino Patroni, il cui «Ed è subito pera» suscitò le ire di Salvatore Quasimodo.

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È uscito di prima mattina per comperare le sigarette e, tornato a casa, ha afferrato un coltello da caccia e ha colpito più volte il padre Luigi, uccidendolo, e poi la madre Franca, riducendola in fin di vita. Un raptus, un momento di follia, ha colto Yari Vigorelli, 25 anni e in un attimo l’appartamento di piazza Manni, a Ghevio (una frazione di Meina, sul Lago Maggiore) si è trasformato in un mattatoio. Yari era un ragazzo chiuso, che parlava poco, ma non aveva mai dato segni di squilibrio.

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Il libro costa poco, sette sterline. E, se avrà successo, almeno garantirà all’autrice qualche soldo. Sempre che non tutti i lettori siano come lei, Kath Kelly, insegnante britannica che ha spiegato How I lived a Year on Just a Pound a Day, cioè «Come ho vissuto un anno con solo una sterlina al giorno», l’equivalente, per potere d’acquisto, di un euro.
Il suo stesso libro avrebbe sforato il budget giornaliero di sette volte: improponibile. Ma l’idea può trovare il suo pubblico, e non solo nella Gran Bretagna ossessionata dalla crisi dei mutui: il marchio low cost funziona per tutte le occasioni, vere o presunte. E i suoi trucchi sono tutti esportabili. Insegnante part time in un centro per studenti stranieri a Bristol, single, 47 anni, reddito di diecimila sterline l’anno, giura di essersi divertita nei suoi 365 giorni di privazioni. Aveva una buona causa: risparmiare per poter fare un bel regalo di nozze al fratello. E ce l’ha fatta: ha racimolato 1.500 euro.
La sua avventura suona come un esperimento di sociologia, un tentativo pensato in laboratorio, e invece no, è il prodotto di un’epoca in cui c’è chi è costretto a risparmiare davvero, perché fatica a barcamenarsi tra bollette, rette scolastiche, benzina proibitiva, affitto e aumenti infiniti; e chi vive il risparmio come un’ossessione, l’illusione che ci sia sempre qualche spicciolo su cui poter tirare, una nuova occasione per scroccare, una chance per crearsi l’identità.

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Come da accordi, mercoledì mattina le autorità del Libano e di Israele procedono allo storico scambio di prigionieri. Ma, come si era immaginato, i soldati israeliani rapiti da Hezbollah nel 2006 sono arrivati già nelle bare. I due militari – Ehud Goldwasser e Eldad Regev – erano stati catturati nel corso di un raid delle milizie sciite in territorio israeliano lungo la frontiera libanese, nell’attacco che innescò la guerra in Libano dell’estate 2006.In cambio il governo Olmert dovrebbe ora rilasciare cinque militanti di Hezbollah e restituire decine di corpi di combattenti libanesi e palestinesi uccisi dall’esercito israeliano. Mercoledì mattina la consegna dei corpi dei soldati israeliani è avvenuta in diretta sull’emittente Tv al Manar di Hezbollah, che ha mostrato le immagini delle due casse nere. L’ufficiale di collegamento di Hezbollah incaricato dello scambio di prigionieri, Wafiq Safa ha affermato che «i due prigionieri israeliani sono stati per due anni tenuti in un luogo segreto, nonostante la guerra che Israele ha lanciato contro di noi e nonostante le pressioni internazionali» per ottenerne il rilascio.Fra i militanti libanesi che dovrebbero essere rimessi in libertà, c’è anche Samir Kantar, del Fronte di Liberazione della Palestina (Flp) condannato all’ergastolo per un attentato compiuto nel 1979 nel nord dello Stato ebraico. Gli altri quattro combattenti di Hezbollah, tutti catturati nel 2006 e ora liberi, sono Khaled Zidan, Maher Kurani, Mohammed Sarur e Hussein Suleiman.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77186