Il libro costa poco, sette sterline. E, se avrà successo, almeno garantirà all’autrice qualche soldo. Sempre che non tutti i lettori siano come lei, Kath Kelly, insegnante britannica che ha spiegato How I lived a Year on Just a Pound a Day, cioè «Come ho vissuto un anno con solo una sterlina al giorno», l’equivalente, per potere d’acquisto, di un euro.
Il suo stesso libro avrebbe sforato il budget giornaliero di sette volte: improponibile. Ma l’idea può trovare il suo pubblico, e non solo nella Gran Bretagna ossessionata dalla crisi dei mutui: il marchio low cost funziona per tutte le occasioni, vere o presunte. E i suoi trucchi sono tutti esportabili. Insegnante part time in un centro per studenti stranieri a Bristol, single, 47 anni, reddito di diecimila sterline l’anno, giura di essersi divertita nei suoi 365 giorni di privazioni. Aveva una buona causa: risparmiare per poter fare un bel regalo di nozze al fratello. E ce l’ha fatta: ha racimolato 1.500 euro.
La sua avventura suona come un esperimento di sociologia, un tentativo pensato in laboratorio, e invece no, è il prodotto di un’epoca in cui c’è chi è costretto a risparmiare davvero, perché fatica a barcamenarsi tra bollette, rette scolastiche, benzina proibitiva, affitto e aumenti infiniti; e chi vive il risparmio come un’ossessione, l’illusione che ci sia sempre qualche spicciolo su cui poter tirare, una nuova occasione per scroccare, una chance per crearsi l’identità.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288637