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I ribelli nigeriani hanno dichiarato la «guerra del petrolio» nella regione del Delta, dopo gli attacchi dell’esercito alle basi del Mend (Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger). Dopo aver dato 24 ore di tempo alle compagnie petrolifere straniere perché evacuino i propri dipendenti il Mend ha dato il via alla distruzione di condutture e infrastrutture petrolifere. Dopo la Chevron, che ha confermato l’attacco a una delle sue piattaforme pur avendo precisato che questa era già chiusa per altri problemi. è arrivata quella di Royal Dutch Shell. La piattaforma di Alakiri, a pochi chilometri dalla costa dello stato di Rivers, nel delta del Niger, è stata attaccata poco dopo la mezzanotte. «L’attacco – ha affermato il tenente colonnello Sagir Musa – è durato oltre un’ora ed è stato effettuato con dinamite e altri esplosivi». Il Mend ha rivendicato l’attacco: «Alle 2:00 di questa mattina l’uragano Barbarossa ha continuato la sua corsa distruttiva attraverso lo stato Rivers della Nigeria e l’occhio della tempesta ha colpito la stazione di pompaggio Alakiri della Shell», si legge in un comunicato ricevuto via email, in cui si afferma che l’impianto era ancora in fiamme e che «i lavoratori ed i soldati che non hanno ascoltato i nostri avvertimenti sono morti nell’impianto». Nel comunicato si ribadisce la richiesta a tutto il personale del settore del petrolio di abbandonare le installazioni e di bloccare la produzione con effetto immediato.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79005

«La mia sensazione è che in tutti questi anni le strutture delle amministrazioni non siano state assolutamente toccate dall’epoca di Tangentopoli». Felice Casson ha una idea precisa sul fenomeno corruzione in Italia. Una idea che, pur fermandosi in attesa di ulteriori sviluppi sulla vicenda di Ottaviano Del Turco, parte da un assunto forse non troppo popolare: «è come se ci fosse una specie di continuità del fenomeno», spiega. Senatore Casson, secondo molti Tangentopoli è tornata. Lo crede anche lei? «Io piuttosto direi che non è mai finita. C’è stato un periodo, subito dopo l’esplosione dello scandalo milanese, in cui sembrava che le cose fossero davvero cambiate. Ma è stata una illusione. In poco tempo chi si era salvato dalle indagini, ha ripreso a comportarsi come se nulla fosse successo. Per questo, nel corso degli anni, è stata più volte sollevata l’esigenza di una analisi in grado di comprendere e delineare adeguatamente il fenomeno. Ma purtroppo nessuna iniziativa legislativa è andata in questa direzione».Che cosa intende?«Mi riferisco ad esempio alla convenzione Onu anti corruzione. È stata sottoscritta dal nostro paese nel 2003 ma non è mai stata ratificata. Nella scorsa legislatura, in rappresentanza del Senato, partecipai a Pechino ad una conferenza Onu su questa materia. Fu imbarazzante costatare che oltre 100 paesi di tutto il mondo avevano già firmato la convenzione e che l’Italia non era fra questi».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77243