Non è scontato che il sindacato di Landini si acconci a rinegoziare l’intesa come se il vessillo del contratto nazionale unico fosse, di colpo, divenuto lacero e consunto.Così come non è scontato che i vertici di corso Marconi, pur sempre forti di un pronunciamento inequivocabile, sappiano gestire i momenti di frizione che, inevitabilmente, faranno seguito a una vittoria che per loro non è stata, certo, una marcia trionfale.Se in Marchionne prevalesse la tentazione di cavalcare sulle macerie dell’unità sindacale (e sul corrispettivo sfacelo di una sinistra inguaribilmente frazionista), se il «ricatto» – come l’ha chiamato Camusso, segretario della Cgil – dovesse diventare la sua unica arma di contrattazione, è agevole pronosticare che la «svolta storica» andrebbe presto a farsi benedire.Ma non sarà così.
La previsione più attendibile, la più ragionevole, è che, trascorsa la fase di digestione (entro i diciotto mesi che mancano all’entrata in vigore dell’accordo siglato dalle altre parti sociali), anche chi al referendum ha votato «no» si renda conto che, nel nuovo millennio, il conflitto fra capitale e lavoro non è più declinabile sulla base di categorie sepolte assieme al «secolo breve».Pallido e incerto come non mai, il sol dell’avvenire si è, tuttavia, aperto una breccia sotto i cieli bigi della Mole.
15:19 Giovane fermato per detenzione e spaccio di stupefacenti14:51 Furto di energia elettrica, 23enne finisce in cella14:42 Tenta di rubare un’auto, extracomunitario in manette14:11 Accordo raggiunto all’Italtel, 19 lavoratori reintegrati14:06 Alfano e Matteoli inaugurano un viadotto della Ss 64013:54 In arrivo le reliquie di San Sebastiano13:21 Spaccio di stupefacenti, 44enne arrestato dalla polizia
Fonte:
http://www.lasicilia.it/index.php?id=51766&template=lasiciliait